RITORNO ALLE ORIGINI

Posted in: Blog- set 21, 2012 No Comments

Viviamo in un epoca in cui tutto è veloce, tutto è immediato. Siamo nell’era del tutto e subito. Non ci poniamo limiti di sorta e pretendiamo ogni cosa.

I mezzi di trasporto hanno eliminato i confini,  le tecnologie moderne ci consentono qualsiasi risultato, grazie alla televisione e ai satelliti il mondo non ha più segreti e con i mezzi di comunicazione che abbiamo a disposizione raggiungiamo anche l’angolo più desolato della terra ed internet ci vizia con la sua magia e con una risposta tempestiva ed istantanea a qualsiasi domanda. Chi rinuncerebbe a tutto questo? Chi ricomincerebbe a mandare lettere anzichè mail? Chi si accontenterebbe di sapere come sta il vicino di casa ignorando la situazione socio-politica dello Zimbabwe? Chi smetterebbe di viaggiare, proprio ora che lo possiamo fare con tanta facilità?

Probabilmente nessuno o sicuramente poche persone ed è giusto così. Questo è il progresso ed il progresso non va ostacolato, non va fermato ma solo assecondato e vissuto. E allora perchè a volte abbiamo la sensazione di perderci qualcosa?

Questo nostro modo di vivere a volte ci fa dimenticare che c’è  qualcos’altro che all’apparenza sembra inutile ma che forse ha più importanza di quello che si possa pensare. Ci sono dei momenti in cui le cose semplici e vere valgono più di qualsiasi altra cosa. Una stretta di mano anzichè un contratto, una telefonata cordiale invece di un’asettica mail, un cena intorno al fuoco anzichè un meeting.

Mi è capitato nell’ultimo periodo di partecipare a diversi eventi organizzati da aziende del settore, più o meno conviviali, più o meno sentiti ma in tutti ci sono stati dei momenti di avvicinamento, delle risate, degli attimi di svago, per sottolineare quanto contano in effetti questi scambi. Vorrei però citare un esempio su tutti, qualcosa che ultimamente si fa fatica a vedere: il benvenuto di un’azienda straniera. Un’azienda con un fatturato molto importante, presente in gran parte del mondo, all’avanguardia sotto tutti i punti di vista, ma che prima di raccontare i propri prodotti, ha fatto parlare il folklore della sua terra. Non un banale presentazione ma un ballo tipico con giovanissimi cantanti e ballerini in costumi tradizionali locali: musica, colori e tanti sorrisi hanno preceduto qualsiasi riunione. Poi c’è stato tutto il tempo per conoscere l’azienda, la sua produzione, i suoi numeri ed infine ancora convivialità con una grigliata intorno al fuoco. Certe cose,  se sono fatte con passione e semplicità, convincono qualsiasi interlocutore. Rendersi conto di un sentimento che spinge all’azione, capire la voglia di comunicare qualcosa di diverso, la convinzione di voler parlare di cose semplici ed intuire  quello che di umano c’è in ogni cosa ci fa apprezzare tutto in maniera differente.Vedere dei ragazzini volteggiare nell’atrio di uno stabilimento produttivo è stato davvero significativo ma se vogliamo considerarlo un esempio sui generis, il pensiero torna in Italia. Ad alcuni imprenditori che spesso sono così presi da tutto il resto da scordarsi le proprie tradizioni, le proprie origini  ma soprattutto a quelli che, invece, vivono grazie alla passione che mettono nel loro lavoro e generazione dopo generazione ce la raccontano, a quelli che nonostante tutto tengono all’ambiente circostante,  producono e smaltiscono in maniera coscienziosa,  a quelli che si fermano a parlare a quattr’occhi,  a quelli che nonostante la crisi  ”tengono duro”,  a quelli che sostengono i propri rivenditori e organizzano momenti di formazione e scambio.

Questi sono tutti spiragli di Luce che ci fanno credere nel futuro!

Olga Munini

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